Piango su me stessa, io che avevo la poesia dentro ma un nodo l’ha portata via; o un colpo di vento che l’ha resa improvvisamente più pesante di un granello di sabbia, e l’ha portata via; o delle labbra rosse come una dalia assassina dietro a un cappello noir.
Piango su me stessa, e in questo deserto abbagliante di rancore trascino anche te, il passato troppo presente e il presente ancora assente che non sboccerà futuro-o almeno non si vede. Niente all’orizzonte.
O forse solo vocali confuse di parole che eravamo e abbiam perduto- seguendo il tempo dentro una stazione.
Pensare il vuoto, fa male..
Forse si diventa vuoti o se ne sente il pianto…
E’ vuoto..
Ricordare del passato solo ed esclusivamente le cose che ci hanno fatto star bene…il resto….boh…passato. Basta metterci una pietra sopra. Non facile…ma sono di quelle cose che andrebbero assimilate e sepolte.
Un abbraccio
.marta
Fa troppo male accanirsi sul passato, è autolesionismo puro.
Però a volte non si riesce a farne a meno.
E ci si pente quando è troppo tardi