Mani d’argilla

Ho immaginato troppe cose, e poi le immagini sono finte; come si sfrutta un pozzo, così si è esaurito dentro me il colore che dava vita alla luce.

Ho sognato troppe cose, e poi le cose mi sono sfuggite; come sfuggono i fili dalle mani quando l’aquilone vola strattonato in alto dal vento, e la tua resistenza non serve a trattenerlo con te.

Ho pensato solo a mettere il mio cuore al centro, mentre i bordi sbiadivano e mi modificavano senza che mi accorgessi dell’arrivo della luna.

Ora resto a vivere in un sogno, a convivere con la parte più riarsa di me, accontentandomi di ogni piccola goccia, gioendo per ciò di cui una volta mi sarei lamentato.

Mi acceca ancora il pieno sole, ma ferisce di più il silenzio del mio orto, mentre avanza tutto ciò che il tempo chiama distruzione.

E ho mani troppo stanche per dire sì.Mani d’argilla.

Il crollo degli argini

Negarsi ai desideri che si affacciano alla porta; negarsi in fondo un po’ a se stessi.

Ma arriva un giorno in cui tutti i limiti posti, i muri innalzati, gli argini costruiti per sbarrare loro la via, ci travolgono.

E’ allora che ti trovi ad accettare la vita. E ad amarla di più.

E’ allora che ti accorgi che non hai vissuto per troppo tempo. E che ora puoi ricominciare a respirare, a lasciarti travolgere dalla giusta corrente che ti fa sentire di potere ancora respirare.

Torni a vivere…

Primavera

Ho immaginato qualcosa

distrattamente.

Era un cerchio nel destino

o un’ombra che il cristallino non sa distinguere

né spiegare;

era la semplicità di un bambino

quando spalanca gli occhi a una novità

che non avrebbe mai immaginato…

Ho immaginato qualcosa

distrattamente:

volevo nasconderla nella mia borsa

farla mia per sempre.

Ma l’ho lasciata volare via

in una primavera di libertà.

Destino?

C’è troppo calore e troppa immaginazione in questa fantasia.

Come giovani amanti immaginiamo, come giovani primavere ci opponiamo al rosso cerchio del destino.

Ma lasciami così, in questo verde a sognare il calore dei nostri corpi avvolti da un sogno… Che già forse avanza l’inverno in freddo azzurro di fiori da sposa.

Il destino: si avvererà?chagall

Minime e massime

Lasciarsi, tornare, amarsi, tormentare.

Altalenare infinito e assorto tra due estremi.

Nessuna soluzione al conflitto, la tregua fa più male del combattimento.

Temperature incostanti, picchi di cuore.

Minime e massime d’amore, ché nell’anima il termostato non c’è.

Tecnologia

Dammi informazioni dettagliate su di me, vivo nella certezza dell’incertezza.

Dammi la via l’indirizzo la foto satellitare del mio cuore, vivo perennemente nel non sapermi collocare.

Dammi la pura descrizione dei miei stati d’animo, in fondo vivo social per non rischiare di dimenticarmi.