Con l’amaro in bocca…

Cos’è questa democrazia se non una modalità ‘soft’ di aristocrazia? Far credere a parole che sia il popolo a governare, far finta di ‘farsi delegare’ il potere attraverso le elezioni per tenere buone le masse.

Mi chiedo se, facendo a meno di tutta queste democratica ipocrisia, le cose andrebbero meglio dichiarando espressamente che a governare è l’aristocrazia (badate bene, non ho detto oligarchia perchè non sono selezionati e competenti i nostri governanti, sono solo l’elite ricca della nostra società): almeno noi, massa, saremmo stufi di essere calpestati e ci ribelleremmo; e non saremmo narcotizzati dalle belle parole che ci impediscono di reagire…

Il Quarto Stato
Il Quarto Stato (Photo credit: gashale)
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9 pensieri su “Con l’amaro in bocca…

  1. Beh, fare rientrare nell’aristocrazia la nostra classe governante è fargli un complimento, perché gli si dà una collocazione che loro stessi al momento credo abbiano perso del tutto.

    Li chiamerei soltanto della gente che per vocazione ha scelto di vivere sulle spalle della comunità, senza per questo, dare nulla in cambio, se non per ricevere un tornaconto personale.

    Bisogna soltanto cambiare e, i forconi di Crozza ci stanno tutti. 🙂

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  2. più che élite ricca, li definirei élite furba. 🙂
    Ad aggravare la presa in giro poi, noi italiani ci ritroviamo persino con l’impossibilità di scegliere direttamente i nostri governanti (v. parlamentari), bensì solo il capo (v. presidente del consiglio).

    Del resto, le masse sono oggi meno ignoranti di una volta, ma non abbastanza. E credo che sia impossibile che ogni cittadino, oltre alla sua vita ordinaria, possa fare anche l’economista, il giurista, il diplomatico, etc.

    In ogni caso, temo che la cosiddetta democrazia indiretta (molto indiretta e poco democrazia) sia il male necessario dell’attuale sistema che gira attorno a superpotenze, stati nazionali, e quant’altro…

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  3. Tanta colpa però ce l’abbiamo noi, perchè in passato ci è stato spesso comodo delegare in bianco, chiamarci sempre fuori, così coloro che c’erano hanno continuato a considerarci sempre meno ed un pò alla volta si sono sentiti politici di professione, ma per imparare a non interpretare le istanze della gente, piuttosto per non perdere tempo e pensare ai loro tornaconti.
    Questo senza generalizzare, anche se comunque, anche i migliori sono stati al gioco del farsi le regole e di impinguare le proprie indennità, sopratutto di continuare a non rendersi conto che si è creato un abisso fra loro e la gente sempre più in difficoltà.
    Anche se fra la gente c’è chi magari in difficoltà non lo è per niente e continua a farsi i propri affari trovando comodo di aggregarsi a queste giuste proteste!

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  4. Ecco, anch’io ultimamente penso qualcosa del genere. Siamo fuori dalle normali regole della democrazia, abbiamo di nuovo lasciato il potere in mano ad un gruppo di tecnici che credevamo capaci di farci superare il momento di crisi. E’ arrivato il momento di tornare ad occuparci in prima persona della cosa pubblica.

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