Odio…

…quando parto con tutti i buoni propositi del mondo, quando mi do da fare sudando sangue per 14 ore al giorno, quando ci metto l’anima l’entusiasmo e ogni capacità che ho…

e sembra essere inutile.

E’ in questi momenti che mi chiedo cosa esisto a fare.

Certo, so che se sono qui un motivo ci dev’essere, anche se non lo vedo, ma a volte è proprio difficile crederci!

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17 pensieri su “Odio…

    • Non sei inopportuna, anzi… sinceramente il mio post è legato alla mia vita lavorativa e, quindi, alla scuola. Passi giorni e giornate a preparare lezioni perchè siano più ‘leggere’; cerchi filmati in youtube per spiegare il testo argomentativo, cerchi testi diversi che sul libro non ci sono; fai mappe concettuali per i dislessici… e tutto con grande entusiasmo e passione. E poi entri in classe e c’è il parapiglia più assoluto perchè… perchè? Forse perchè invece di insegnare bene dovrei insegnare male, leggendo dal libro come fanno i professori di 80 anni fa’ e fare verifiche allucinanti con domande impossibili. Allora la vedresti, la disciplina. Ma allora sarebbe il mio ultimo giorno di lavoro.
      Scusa il rammarico con cui scrivo, ma è così.
      E a te, cosa è successo di così tanto simile?

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      • No ti prego, non fare come i professori di 80 anni fa! ne ho avuti di professori così e conservo solo ricordi deprimenti. Gli studenti (di qualsiasi età) hanno la grandissima capacità di prendersi il dito con tutta la mano e poi con tutto il braccio. E’ come se non capissero (o facessero finta di non capire)che una volta che gli dai una determinata libertà poi a un certo punto la cosa finisce, e ognuno ha il suo ruolo.
        Una volta venne da noi un supplente molto giovane che riusciva a conciliare rigore/rispetto ed entusiasmo. Non so come fece, ma ci riuscì e le sue lezioni le ricordo come se fossero avvenute ieri.
        Per quanto mi riguarda ciò che mi è successo è molto più infantile e di poco conto, rispetto a ciò che hai raccontato tu, ma i pensieri che ho elaborato sono simili ai tuoi:
        dopo aver dato tutta me stessa per studiare un esame, questo non è andato come volevo (e come meritavo). Mi sono state fatte domande su cose che non c’erano sul libro (che a quanto pare avrei Già! dovuto conoscere…??) e avevo di fronte a me una professoressa deluntessima e svogliata che quasi a farmi un favore mi ha messo il voto che mi ha messo, comunque alto ma non quello che volevo/meritavo. A che pro tutto l’impegno, la passione, le ricerche personali, le ore spese a non uscire e a non dormire?
        Quando una botta di culo è più importante di ciò che si vale, le conclusioni sono molto tristi.

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        • Conosco la sensazione, era successo anche a me con degli esami a cui tenevo tantissimo in università… ma poi la vita paga, e ora ti garantisco che- a distanza di anni- chi ha preso un voto migliore solo per un colpo di fortuna- ne sa molto meno di me…

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  1. Il motivo, per me, sta tutto nel cammino stesso, in ciò che scopri di te mentre sudi e fatichi e ti entusiasmi e anche in come affronti la delusione. Bisogna fare un buon viaggio. Almeno, io penso così e quanto alla delusione… ti stringo le spalle e ti consiglio un liberatorio episodio di Great Teacher Onizuka 😀

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