Tramonto. Camminando verso est.

Mura separano la ginestra dall’inverno. Dove spira il soffio del mare, dove arriva l’odore del suo sale, ho terra e argilla sulle ferite.

Qualcuno segue il rumore dei miei passi di lontano, ma non mi fermo: prima o poi si stancherà. Ora i suoi passi si confondono con i miei ma io non so difendermi o voltarmi per guardare. O forse non voglio, incoronata di viltà.

Tutto quello che so l’ho dimenticato in una sera vergine di settembre. E non ho più niente, nemmeno un filo piccolo di paglia tra le mani.

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