Per un attimo

Mentre piove per l’ennesima volta, mentre i tuoni imperversano facendomi un’ancestrale paura, mentre mi prendo il lusso di stare ad ascoltare, sento un rumore strano, come di grandine che scivola dentro alle grondaie; ma non grandina, dev’essere qualcos’altro, metallico, indefinito; scivola. Spingo il naso oltre la finestra semi-aperta e di là dalla strada un signora, sulla terrazza, mi sorride.

‘Ah sono io, sto, sto suonando la campanella, così manda via la grandine’.

Mi ricordo allora di un’usanza che è stata mia; corro dentro e prendo un ramo di ulivo benedetto, quello della festa delle Palme che è ormai secco; e lo brucio come faceva mia mamma.

Quando succedono queste piccole cose, ritorno me stessa; forse l’immagine che ho di me si sovrappone all’immagine di me bambina, di quel benessere infantile che si prova rincorrendo le piccole cose e i piccoli gesti che sono stati parte del nostro antico stare bene, quello stare bene che non ritorna più; e non capisco se sono in pace con me stessa, con la mia coscienza perchè ho sussurrato una preghiera, o se davvero Dio è venuto a trovarmi qui, in questo istante; e mi accorgo che è una presunzione pensarlo; o forse no. Non so.

So che ho sentito per un attimo PACE.

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2 pensieri su “Per un attimo

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