La luna mi guarda attraverso questa finestra.Non si chiede,lei,se possa lambire con il suo latte la mia solitudine,ma lo riversa come la notte fa con le ombre sulla terra.Anch’io sono un’ombra.Scompaio e ricompaio al movimento della siepe sotto le mani del vento,che con mani da pianista suona l’arrivo dell’autunno.E tutto ciò che ho è un languido sapore di peccato.Sulle labbra.E di tempo che mi scorre tra le dita.

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