Mangrovie

Oggi mi sento in esilio. E’ festa là, nel mio paese natale; è festa grande. Ma io non posso tornare.
Sono relegata qui, con una gamba ingessata e un dolore che non passa, sul divano della mia nuova casa.
C’è tutto, qui, in questo nido che mi sono scelta e che è pieno d’amore. Ma oggi manca qualcosa.
Mancano i sapori, il sacro, il profano, l’odore delle candele, il colore dello zucchero filato; manca la mamma, con i suoi piatti super-abbondanti; e manca la nonna che ci viene a trovare. Mancano i fuochi d’artificio di stasera, mancano i festoni e gli addobbi. Manca quel microclima che è tipico di ogni festa e ancor di più della mia…
Ma soprattutto manca a me la possibilità di ritrovarmi in me stessa, nelle mie radici, in quello che più profondamente è attaccato in me, come una mangrovia annodata dentro al cuore in un nodo che non so sciogliere.
Non riesco a respirare.

23 pensieri su “Mangrovie

  1. Una sensazione simile alla tua l’ho provata quando aspettavo il primo bambino e per una minaccia d’aborto non potei raggiungere il mio paese per la Processione del Venerdì santo. Mi sentii molto triste. Ma la gamba? Cosa ti è successo?

    1. A volte ci sono cose a cui teniamo moltissimo, e se non possiamo partecipare nasce in noi quel sentimento di dolore e di malinconia come se avessimo perso una persona cara.

      Non è successo niente di che, Rita, mi sono meritata 10 giorni di mutua… sono un po’ stordita e distratta ultimamente, sono scivolata e… distorsione con un bell’ematoma grande grande…
      Riposo assoluto.
      Niente da preoccuparsi però.🙂
      Grazie.

  2. Purtroppo quando si è lontani da casa è una sensazione che si prova spesso, mi spiace, ti auguro di rimetterti presto, un abbraccio!🙂

  3. Buona guarigione, non ti immaginavo convalescente. Per il paesello non disperare, te lo godrai ancor meglio l’anno venturo.
    Le feste di paese sono tradizioni che scaldano il cuore.
    Un sorriso
    Stefania

  4. Mi spiace veramente che una gamba ingessata possa tenerti lontana dal luogo dove le tue radici ti chiamavano a gran voce per farti provare ancora quelle esperienze che hai elencato e, soprattutto i tuoi affetti più cari, quelli della mamma, della nonna, di tutti gli altri parenti, degli amici d’infanzia. Penso di poter capire la tua tristezza!
    Purtroppo, in casi del genere siamo impotenti e dovrai accontentarti dei tuoi amici virtuali che, sicuramente, non potranno colmare il vuoto di ciò che ti manca. Spero e ti auguro che tu possa guarire in fretta e che, alla prima occasione, la più vicina, tu possa tornare al tuo paese per abbracciare i tuoi cari.
    Ciao. Un abbraccio. Osv.

    1. grazie per il pensiero davvero gentile; improvvisamente, prima di cena, suona il campanello… non immagini l’emozione… i miei sono arrivati qui, nonostante un’ora di macchina e l’età non sia delle più giovani… sono arrivati qui con le caramelle prese alle bancarelle…
      Abbiam cenato, è stato quasi fulmineo come un sogno o come un regalo inatteso… ma è stato bellissimo; ora sono già sulla via del ritorno lassù, al mio paese ‘antico’.

  5. Mi dispiace….però i tuoi genitori ti han fatto proprio una bella sorpresa!
    Chissà che emozione che hai provato….
    Un abbraccio grande
    .marta

    PS: Scriveresti il mio nome sul gesso? ah…con il punto eh…😉
    (scherzo, naturalmente…però…)

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