Segnali d’amore

In certi momenti senti la vicinanza di qualcosa che sta oltre te stesso, oltre la vita, oltre ciò che puoi vedere; in quello che qualcuno chiama ‘aldilà’ o ‘mistero’.

E’ successo qualche giorno fa. In un momento di particolare crisi per me, dovuta a delle analisi che sembravano non andare per il verso giusto, Gabriele, un mio alunno di prima, senza saperlo, mi chiama al suo banco dopo aver consegnato la verifica e mi dice ‘Profe, se ha un attimo vorrei darle una cosa’.

Rimango senza reazione, perché non mi aspettavo mi chiedesse una cosa del genere, e lui approfitta della mia incertezza per iniziare a frugare in un sacchettino che tiene sotto il banco. Ne estrae una bustina- che per dimensione potrebbe contenere qualche francobollo- e mi dice ‘E’ un pensiero per lei, sono andato a Lourdes’.

Io lo ringrazio, e gli spiego che però aprirò la bustina appena suonerà la campanella, e ci sarà l’intervallo.

All’intervallo, mi accorgo che la bustina è quella di un negozio di arti sacre- come tanti ce ne sono a Lourdes- e aprendola trovo il ‘regalo’ di Gabriele, una coroncina del rosario.

Mi viene incontro dopo l’intervallo, con due occhioni luminosi e interrogativi, e mi chiede ‘Profe allora ha aperto la busta? Le è piaciuta?’

‘Sì, grazie’- gli rispondo.

E lui non mi molla più; mi dice che l’ha scelta apposta con un grano che contiene l’acqua del sacro luogo e che l’ha fatta benedire al suo parroco insieme ad altre che consegnerà a tutti professori. E dovevate vederlo, mentre mi diceva queste cose, quanto ci teneva!

A parte Gabriele e il suo gesto, la mia vita è sempre stata costellata da segnali che arrivano ‘a caso’, ma che tu sai che non sono ‘a caso’: c’è qualcuno che te li manda.

La festa della Madonna al mio paese è il 24 settembre; io il 24 settembre ho sempre ricevuto le comunicazioni più importanti della mia vita: l’aver passato il concorso di accesso alla SSIS, il bando del concorso docenti, e poi ad aprile 2014… ve lo comunicherò più avanti cosa succederà ad aprile… ma anche qui è stato scelto a caso…

Come se la mia vita fosse tutto sotto la protezione di Qualcosa di più alto.

Sabato, controllo l’ennesima volta il sito del provveditore per vedere se il mio ricorso per il concorso era stato accettato e… sorpresa delle sorprese vedo che lo hanno accettato, che i miei punti sono stati rettificati in modo corretto, e che sono già stata convocata per la scelta del ruolo. Data? Il 6 novembre. Certo che non c’entra con il 24, ma c’entra con un’altra cosa. Il 6 novembre di un po’ di anni fa si spegneva mio nonno, il nonno ‘preferito’, quello che ha lasciato tante tracce nella mia vita… impossibile descrivervi il rapporto che avevo con lui!

Subito nella mia mente si è affacciata una frase: il ruolo è una carezza del nonno dopo tanto tribolare. Una carezza che mi ha fatto capire che la strada intrapresa è comunque quella giusta, anche se è difficile.

La mia vita è costellata da tante piccole cose; forse qualcuno direbbe che sono ‘casualità’. Io penso che siano segnali, segni d’affetto nonostante io abbia più bisogno di ‘tirate d’orecchie’ che di ricevere gesti d’amore.

Certo, ora spero che questa particolare protezione mi valga un buon posto, il 6, e che non mi obblighi a scegliere una provincia troppo lontana…

Ma se non mi lascio prendere dallo sconforto, se non mi ripiego su me stessa, se non mi faccio vincere la tentazione di piangermi addosso, sento una strana forza dentro, che non viene da me, e che non mi merito; semplicemente credo che qualcuno sia qui con me, ora, e nei momenti forti della mia stessa vita…

E penso che dovrei essere migliore.

[PS: poi le analisi, approfondite, non hanno confermato quanto avevo temuto. Ecco perché sono stata per qualche giorno assente. E vi chiedo scusa]

10 pensieri su “Segnali d’amore

    1. Lo so, a volte mi nascondo dietro la mancanza di tempo… ma è una scusa; in fondo il consiglio me lo hai dato tu, ma me lo ha dato anche un bambino di prima media, e questo mi ha sconvolta, perché ha misurato la mia distanza dalle cose che contano.

      1. Ti capisco benissimo… In questo nostro modernismo è facile perdersi nelle nebbie e nelle luci. Anche io ero perso. Anche io avevo dimenticato perché siamo qui. Beh ora dico il Rosario ogni mattina andando al lavoro e ogni sera con mia moglie, insieme. Poi il percorso ha preso una rapida salita, poi un tornante. E adesso capisco sempr meglio quale sia il primo passo in cui chiedere perdono.

  1. io credo che sia più facile credere che siano i numeri a guidare e in qualche modo condizionare le scelte o gli avvenimenti che segnano il nostro percorso. Ma questo è un bene.
    Sono felice per te, sia per il lavoro che per il risultato delle analisi.
    In bocca al lupo…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...