Costruire speranze

In certi momenti il tempo si dilata; o almeno ne si ha l’impressione. Sembra che davanti a noi si estenda un passaggio aperto e immenso in mezzo al Mar Rosso, mentre Mosè stende il suo bastone per farci passare all’asciutto; ma il miracolo dura solo il rapido tempo della traversata e torna presto ad angustiarci nuovamente il ritorno al suo posto di quel mare, di quelle acque, che hanno nutrito il nostro male e le nostre speranze.

Ma quando le speranze sono alle spalle, bisogna ricreare nuove angustie, nuovi dolori, per poter poi immaginare nuova speranza, nuovo varco, nuovo istante di leggerezza e sicurezza…

E si presume nuova fatica, e si incomincia per un attimo a pensare, come il poeta, che ‘il naufragar m’è dolce in questo mare‘, se solo ci fosse consentito naufragare…

Advertisements

14 pensieri su “Costruire speranze

  1. Non credo che per sperare si debba soffrire. La speranza non nasce solo dal dolore, è l’espressione del desiderio di migliorare, di andare avanti, di evolvere una situazione, ma anche di mantenerla

    Mi piace

    1. Però credo che quando si è felici non si ha bisogno di fare ricorso alla speranza; è come se la luce tarpasse le ali al bisogno di volare; certo, c’è sempre un quantitativo di ‘migliorabilità’ anche quando non c’è dolore e la situazione è rosea, ma sono più propensa a pensarla come me… Perdonami per questa caparbia affermazione della mia idea… 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...