Mani d’argilla

argilla

Ho immaginato troppe cose, e poi le immagini sono finte; come si sfrutta un pozzo, così si è esaurito dentro me il colore che dava vita alla luce.

Ho sognato troppe cose, e poi le cose mi sono sfuggite; come sfuggono i fili dalle mani quando l’aquilone vola strattonato in alto dal vento, e la tua resistenza non serve a trattenerlo con te.

Ho pensato solo a mettere il mio cuore al centro, mentre i bordi sbiadivano e mi modificavano senza che mi accorgessi dell’arrivo della luna.

Ora resto a vivere in un sogno, a convivere con la parte più riarsa di me, accontentandomi di ogni piccola goccia, gioendo per ciò di cui una volta mi sarei lamentato.

Mi acceca ancora il pieno sole, ma ferisce di più il silenzio del mio orto, mentre avanza tutto ciò che il tempo chiama distruzione.

E ho mani troppo stanche per dire sì.Mani d’argilla.

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