In un’altra vita

Cose che non vanno come dovrebbero, ansietà a iosa, impossibile fermarsi a riflettere.

E ad aggravare tutto, fuori c’è il sole che mi invita ad uscire.Ma io ho da fare.

Magari un giorno, in un’altra vita…

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La formula della felicità di Einstein

formula felicità einsteinSe avessi i soldi la comprerei, davvero…

Ma poi mi viene in mente che possederne la formula non significa possedere la felicità.

Chissà poi se anche lo stesso Einstein l’ha mai raggiunta, la sua felicità, nonstante abbia teorizzato la formula.

Per quanto mi riguarda, più la rileggo e più mi ritengo a buon punto, almeno nella seconda parte: ‘Dove c’è volontà, c’è un modo’.

Io infatti ho una ferrea buona volontà. Sì, per carità, forse è solo l’unica buona caratteristica che ho, ma almeno quella la possiedo. Vuol dire che dovrei essere felice al 50%.

Già… perchè il resto è molto più difficile da realizzare, non mi è connaturale, e nemmeno gli sforzi mi hanno mai portato a raggiungere pienamente questo traguardo: ‘Una vita tranquilla, modesta porta più gioia che la ricerca del successo, che implica una costante agitazione”.

Sì, la mia vita è sicuramente modesta, ma non certo tranquilla. Non cerco il successo, ma non è tranquilla per via di una infinità di variabili che a volte dipendono da me, ma il più delle volte dipendono dagli altri.einstein-675

Il giorno in cui risolverò il problema, allora, dovrei riuscire ad essere felice. Ma io credo che mancherebbe ancora qualcosa. Non credete?

O sarà che Einstein la teorizzò nel 1927 e da allora le cose sono molto cambiate e la teoria non è più valida nel nostro mondo così complesso?

E poi l’ha mai verificata, questa sua teoria?

Mi propongo di farlo: come potrei realizzare la prima parte, che è quella in cui sono carente? Necessito di suggerimenti operativi. Intanto ripeto il mantra :’ Una vita tranquilla, modesta, porta più gioia che la ricerca del successo, che implica una costante agitazione’.

E boh…mi siedo sul divano. E se cancello la volontà e mi svuoto la mente, forse sono felice. Ma così ho annullato il secondo punto… e non posso essere veramente felice…

Ok. Mi sto arrovellando.

Ho già deciso che lascio perdere: Einstein è troppo geniale per me.

 

 

Delusa auto-denigrazione

A volte mi viene un senso di inferiorità e di depressione…e l’impulso di chiudere il blog.

Perché?

Perché vedo blog curati, ricchi di informazioni e contenuti utili, di tante tante belle immagini…

E invece qui non si parla di niente.

Il contenuto è autoreferenziale é assolutamente inutile.

Necessità

Fuori c’è ancora vita.Io chissà…

Dentro c’è qualcosa che crea scompiglio  e vorrei bere dissetanti certezze.

E poi, quando arriva l’ignoto…

Necessito di momenti di santità surrogata, che mi facciano sentire limpida con la mia anima, che stendano un velo pietoso preso a prestito sulla mia lebbra, senza guarirla.

Ché quando arriva l’ignoto ho sempre il timore che sia già dicembre e timore angosciato di non aver preparato le valige né i doni per l’ipotetico aldilà.