Gomitolo

In un angolo, al ritmo del vento che sferza e che chiede, qualcosa resta immobile, come una foglia caduta da una pianta assetata.

In un angolo, alla cadenza ansimante dell’inverno, all’incedere di qualcosa che non conosco, come un ritaglio di giornale ormai invecchiato.

In un angolo, al centro, tutto quello che mi serve per rendermi vivo. E inesistente.

Lunedì

Lunedì; giornata di pioggia; sono a casa; vorrei essere ovunque; tranne qui; anche con un pazzo che mi ritraesse il viso in modo distorto, ché forse coglierebbe l’essenza e la realtà.

Oppure in cima a un monte, uno di quelli che non esiste, o che esiste solo nel sogno più sogno che c’è. E  starei a giocare a briscola con i vivi e con i morti e non m’importerebbe delle nuvole ma solo del calore che da tempo non c’è più.

Oppure sotto il mare a bere un buon punch con le sirene per sentirle raccontare storie che si assomigliano un po’ a me.

Lunedì; giornata di paglia; sono a casa; ma non sono qui.

Nonsense (giovinezza antica)

Involucri senza voli generano incertezze. Avvitavo i sogni ai tralci di vite, quando l’estate sorgeva come sole a mezzanotte.

Involucri senza volontà; ricchezze inutili da portarsi addosso come talenti troppo ingombranti che vuoi nascondere.

Avvitavo tralci sugli steli dei miei sogni; così l’edera soffocò il muro dal quale uscire verso l’orizzonte…

E una mezzanotte artica proponeva sogni ambigui d’una fantascienza ubriaca. Io, ebbra, m’innamoravo di tutto e di niente.